DISCEPOLE DEL CROCIFISSO – Piano della Formazione Introduzione In nome della consacrazione battesimale ogni cristiano deve maturare la coscienza della propria identità che lo rende consapevole della chiamata a partecipare attivamente e responsabilmente all'unica missione di salvezza della Chiesa e quindi a vivere concretamente il “servizio” cristiano, secondo la diversità dei carismi e la specificità della vocazione che lo Spirito dà a ciascuno.1 La propria educazione alle esigenze vocazionali è concepita come un cammino continuo esteso per tutto il corso dell'esistenza terrena. Si tratta di un cammino di vita che deve essere nel medesimo tempo, unificato e flessibile, fedele e creativo.2 L'itinerario che s'intende seguire per giungere alla meta è una “mappa di percorso”, un insieme organico di interventi e di passaggi finalizzati alla crescita della persona. Itinerario che si configura secondo la meta ideale, nel riferimento al progetto originario che Dio ha affidato all'Istituto, e che, richiamandosi ad una peculiare spiritualità, rende visibile in “modo Carismatico” l'incontro con il Signore e la volontà di servirlo nei fratelli. Per rendere sempre più incisivo questo cammino formativo: “…l'Istituto fa riferimento ad un Piano della Formazione che ne specifica i contenuti fondati sulla Parola di Dio, sui Documenti del Magistero e sulle Costituzioni e ne prevede obiettivi e mete, metodi e mezzi, tappe e momenti”3 formativi. La meta di tutto il lavoro formativo è indicata chiaramente da San Paolo, nella lettera ai Galati: “che Cristo sia formato nel cristiano”4 , affinché la donna di Dio sia completa e ben preparata per ogni opera buona5 . L' obiettivo ultimo, quindi, è che “Cristo deve essere formato in noi” attraverso una buona maturità umana ed affettiva, una coscienza della propria identità cristiana e vocazionale, un cammino di conoscenza e di accettazione del Carisma e dello Spirito del proprio Istituto6 . Scopo Il Piano della Formazione vuole essere uno strumento pratico, maneggevole, utile sia alle formatrici che alle persone in formazione perché l'impegno formativo si effettui con chiarezza e semplicità. L'obiettivo ultimo a cui tende l'intero compito formativo coincide con il fine del Piano della Formazione che vuole aiutare la persona a realizzare una vera consacrazione nella secolarità, attraverso l'esercizio e il possesso delle virtù evangeliche, in vista della perfezione della carità, connotato dal Carisma specifico dell' Istituto. Il Piano della Formazione deve portare al confronto con le Costituzioni e con il Direttorio, di cui vuole essere una traduzione a livello pedagogico-formativo. È voluto e concepito per tutti i membri dell' Istituto, poiché la formazione impegna tutto 1 Cf La formazione negli I.S. 1987 pag. 29 2 Cf La formazione negli I.S. 1986 pag. 15 3 Art. 53 delle Costituzioni. 4 Gal 4,9. 5 Cf 2Tim 3,16. 6 Cf La formazione negli I.S. pag. 29 1 DISCEPOLE DEL CROCIFISSO – Piano della Formazione l'arco della vita. Pertanto il Piano della Formazione costituisce una fonte alla quale le Incaricate alla Formazione e i soggetti della medesima devono attingere. Finalità, obiettivi e caratteristiche generali L'obiettivo che si propone l'Istituto è di aiutare ogni discepola a rispondere alla propria vocazione-missione nel mondo, secondo il progetto originario di Dio, mettendo Cristo Crocifisso al centro della propria vita sull'esempio di San Paolo, così da favorire lo sviluppo unitario della persona, nel rispetto delle potenzialità di ognuna. La formazione richiede una conoscenza della persona, il più possibile vera, sia da parte della formatrice che del soggetto in formazione; esige, inoltre, un’educazione fondamentale alla fede, alla preghiera, ad un rapporto personale con Dio che sappia tradursi in fedele adesione a Lui nei vari momenti della giornata. Solo così la formazione diventa quello che deve essere: contributo umano al lavoro invisibile della Grazia che mette la persona in grado di acquisire un sano equilibrio ed una crescita armonica. La formazione è personale, perciò: - la persona in formazione la deve volere e assumere attivamente e responsabilmente; - le formatrici devono tener conto della personalità della singola persona sia sul piano naturale che sul piano soprannaturale. La formazione riguarda tutte le espressioni della vita. Occorre considerarla un processo scandito da varie tappe, corrispondenti a quei momenti di esperienza umana e vocazionale, attraverso i quali, chi in un modo, chi in un altro si finisce tutti per passare7 . A partire dalla formazione concreta di ognuna l’Istituto deve: - favorire la disponibilità di mente e di cuore a vivere in unione con Dio e la conoscenza della vocazione propria e del Carisma specifico, - educare a gesti concreti che dicano il senso di appartenenza all'Istituto, - stimolare la conoscenza di sé in modo sempre più adeguato e approfondito, - aiutare a conoscere e a vivere con competenza e responsabilità i propri doveri professionali e sociali, favorendo capacità di scelte definitive in ordine all'impegno preso, - promuovere un'attenta partecipazione alla vita della Chiesa, e della società “per essere sale e lievito nella massa”, - assicurare i fondamenti della formazione promuovendo mezzi formativi specifici e indicandone altri all'esterno di esso. Contenuti della formazione e obiettivi specifici La vocazione alla secolarità consacrata esige un notevole sostegno per far vivere la radicalità dell'appartenenza al Signore stando nel mondo. È importante, perciò, consolidare le motivazioni iniziali, in docilità alla concretezza del dono da vivere come santificazione nel mondo e del mondo. La formazione si avvale, pertanto, di diversi aspetti che trovano il loro indirizzo unitario nelle Costituzioni. Essi sono presi in considerazione separatamente nell'attuale Piano 7Cf La formazione negli I.S. 1986 pag. 15 2 DISCEPOLE DEL CROCIFISSO – Piano della Formazione della Formazione per illustrarne i contenuti essenziali. Formazione psicologica-morale-sociale La formazione psicologica, morale e sociale mira a far acquisire alla persona una reale conoscenza di se stessa, dei meccanismi e delle tendenze temperamentali che la caratterizzano nella relazione con sé, con Dio, con gli altri e con le cose. Questo aspetto formativo dovrà guidare la persona: - a leggere in modo oggettivo la propria relazione con l'altro e con l'ambiente in cui vive e opera; - a divenire persona consistente, capace di accogliere gli imprevisti della vita e di prendere delle decisioni con discernimento e senso di responsabilità; - a rispondere sempre meglio al dono della Grazia e a formarsi una coscienza matura e responsabile, capace di discernere il bene dal male alla luce della Parola rivelata e mediata dal Magistero; - ad operare con sforzo costante una conversione profonda e personale; - a voler progredire nel lavoro della propria formazione, mediante la revisione fedele del proprio vissuto; - a conseguire il valore della gratuità evangelica come capacità di seguire Cristo fino alla Croce, attraverso l'esercizio dell'abnegazione e della mortificazione liberante. Formazione spirituale In questo aspetto della formazione vengono considerate le esigenze fondamentali della vita di Grazia a cui devono riferirsi le persone consacrate nel mondo. Ciascuna discepola deve fare sue queste esigenze fondamentali della vita di Grazia per rinnovarsi dall'interno e per vivere concretamente secondo i Consigli Evangelici, mettendo al centro della sua vita il Cristo Crocifisso. Deve essere una formazione molto concreta che tenga conto della situazione dell'oggi e che si specifica secondo il Carisma dell'Istituto e la sua spiritualità. In particolare dovrà formare: - alla preghiera e a vivere alla presenza di Dio; - alla lectio-divina, sia individuale che comunitaria; - all'approfondimento della vita battesimale nella consacrazione specifica; - all'esercizio di una fede adulta e delle virtù teologali; - a vivere i Consigli Evangelici attraverso gesti che “dicano” il dono a Dio nel servizio ai fratelli; - all'approfondimento nel senso di appartenenza alla Chiesa e al suo essere missionaria; - a evidenziare le esigenze evangeliche che costruiscono la comunità fraterna; - a rendere la persona capace di portare i valori spirituali all'interno di ogni situazione. 3 DISCEPOLE DEL CROCIFISSO – Piano della Formazione Formazione biblica - teologica La formazione biblico-teologica aiuta la persona a scoprire e approfondire le motivazioni della propria vita consacrata. Perciò è indispensabile un adeguato e attento studio per giungere ad una buona conoscenza della Bibbia e dell'insegnamento della Chiesa. L'Istituto deve fare in modo che questo approfondimento diventi per ogni discepola impegno e missione. Pertanto la discepola acquisisce e aggiorna le proprie conoscenze: - attendendo allo studio della Sacra Scrittura con intelligenza e cuore aperti; - approfondendo la conoscenza di San Paolo, la sua teologia ispirata al mistero pasquale e all'Amore Crocifisso, la sua vita e la sua passione apostolica; - prestando attenzione al Magistero della Chiesa per vivere una fede consapevole e inserita nella comunità ecclesiale; - approfondendo la conoscenza degli Istituti Secolari per vivere sempre meglio la vocazione alla laicità consacrata. Formazione professionale La formazione professionale deve essere accolta come un autentico servizio alla propria consacrazione-missione nel mondo. Le discepole si impegnano ad acquisire una buona e aggiornata competenza nella professione e nel lavoro per essere: “veri discepoli di Cristo, competenti nel vostro campo specifico per cambiare il mondo dal di dentro”. I membri dell' Istituto devono essere formati: - ad adempiere gli impegni professionali come “luogo” e modi propri di vivere la castità, l'obbedienza e la povertà, di testimoniare il Vangelo e di imitare Cristo che “fece bene tutte le cose”; - a tenere rapporti corretti con i propri colleghi e l'ambiente di lavoro, nel rispetto, nella chiarezza e nella dignità; - ad avere capacità di dialogo, anche in un contesto conflittuale, così da testimoniare che l'attenzione e l'amore alle persone viene prima di tutto; - a comunicare e a confrontare con le Responsabili della formazione le situazioni particolari e le difficoltà impreviste; - ad assumersi le responsabilità del proprio contesto storico e della propria situazione; - a discernere le situazioni per poter arrivare a scelte valide nei diversi settori della vita: culturale, sociale e politico; - a creare un clima di discrezione di riservatezza che favorisce cordialità e attenzione verso gli altri, concentrazione e responsabilità nello svolgimento del proprio compito. Formazione all’impegno secolare La formazione all'impegno secolare deve essere intesa non solo come condizione sociale ma come valore che entra nello stile di vita. 4 DISCEPOLE DEL CROCIFISSO – Piano della Formazione Il lavoro, le attività professionali e ogni tipo di presenza devono far cogliere la necessità di essere nel mondo e nelle strutture “memoria” di Gesù Cristo, disposte a donare la vita come Lui, quindi devono diventare un modo concreto di tradurre la carità, anche quando l'impegno è faticoso, duro e non gradito. L'Istituto deve, pertanto, formare i propri membri: - a leggere e a scrutare la realtà storica partendo dalla Parola di Dio e cercando il suo Regno: “trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio”8 ; - ad assumere la realtà del lavoro, della professione e di qualsiasi altra presenza nella società come mezzi di santificazione personale e del mondo, al passo con il cammino della storia della Chiesa; - ad essere lievito di redenzione e di salvezza con la forza del Vangelo e della carità là dove il Signore chiama ad operare, vivendo la radicalità dell'appartenenza al Signore restando nel mondo, aperti ma non accondiscendenti, ottimisti ma discernenti, benevoli ma chiari; - ad essere aperti alla missionarietà universale della Chiesa rinnovando continuamente lo spirito, consapevoli che questo ci chiede di essere testimoni dell'Amore di Dio Padre per tutti gli uomini; - ad assumere coraggiosamente le proprie responsabilità; - ad essere capaci di profezia cioè di cogliere “il cambiamento di mentalità e di strutture in atto”, di “penetrare il modo di pensare e di sentire degli uomini di oggi”, di “interpretare tutte le cose con senso integralmente cristiano”9 . Metodi e mezzi Per una formazione adeguata agli obiettivi proposti è necessario stabilire un metodo ed usare dei mezzi efficaci che la favoriscano. Nella scelta di questi, occorre misurarsi con le situazioni concrete delle persone (età, salute, distanze, attività) e con le forze effettive presenti nell'Istituto. Per questo metodi e mezzi devono essere sottoposti a necessarie verifiche per poter essere sempre rispondenti alle esigenze reali delle persone. Metodo e mezzi devono essere assunti da tutti in spirito di obbedienza, affinché la grazia di questa virtù ne sostenga la fedeltà. Il periodo della formazione, come già stato detto, deve abbracciare con una visione unitaria la cultura religiosa generale e professionale; deve, inoltre, essere proporzionata alle doti della persona in formazione, nonché alle caratteristiche dell'ambiente in cui vive. Affinché tutto questo possa realizzarsi, la formazione deve essere scandita secondo tempi e modalità adatte che devono trovare il loro indirizzo unitario nelle Costituzioni, nel Direttorio e nel presente Piano della Formazione. Le Costituzioni lette alla luce della Parola di Dio e del Magistero della Chiesa sono occasioni di studio, di riflessione e di verifica sempre attuale per proseguire il cammino verso la piena maturità. È indispensabile una relazione matura e libera con le Costituzioni per conoscerle, 8 L.G. n. 31. 9 Cf G.S. n. 7,62. 5 DISCEPOLE DEL CROCIFISSO – Piano della Formazione approfondirle e capire ciò che esse ci trasmettono; soprattutto occorre rendersi disponibili a verificare la nostra vita concreta e il nostro impegno con la verità che esse propongono. Il soggetto in formazione è una persona che sta vivendo una scelta di vita, una scelta che ha bisogno di verifiche, per questo è importante il senso della proporzione relativa alla vita della persona stessa. Il massimo da chiedere è sempre il possibile, non l' impossibile. L'incaricata alla formazione deve sapere che la maturità di fede e la consistenza psicologica devono crescere e purificarsi, devono essere messe a confronto e avere la possibilità di progredire; per questo occorre avere il coraggio di proporre dei cammini spirituali graduali e particolari, puntando sempre al meglio. Mezzi di fondamentale importanza per un cammino vocazionale graduale e significativo per la persona sono: - rapporti regolari e personali con la propria formatrice (accompagnamento personale); - rapporti con l'Istituto (incontri comunitari). Accompagnamento personale In questi rapporti la persona in formazione viene aiutata a conoscere e ad assumere i diversi elementi della vocazione con responsabilità e secondo la propria capacità e i propri doni, per farne una sintesi armonica di vita. Possono essere colloqui periodici o relazioni scritte, incontri occasionali nel proprio contesto di vita in cui la persona viene stimolata a dire se stessa, il suo impegno, i suoi desideri, le sue difficoltà, il cammino di ricerca che sta facendo. Sono questi gli elementi che aiutano sia l'Incaricata alla formazione che la persona in formazione a individuare le linee pedagogiche che meglio possono sviluppare il senso dell'impegno e della responsabilità personale. E’ in questo rapporto di apertura e di fiducia che si sviluppa "il discorso di vita" attraverso il quale la persona viene aiutata a: - riflettere su di sé e cogliere l'insostituibile dono che la sua femminilità è per la Chiesa, per il mondo, per l'Istituto; - diventare più protagonista nell'interpretare il proprio vissuto, tenendo conto che la donna illuminata dalla parola di Dio è la miglior interprete di sè; - credere che il "discorso di vita" è il luogo privilegiato in cui la persona impara a dirsi nella verità di se stessa del proprio cammino e, rileggendo il proprio vissuto con la sua Responsabile, individua i passi di libertà da compiere, impara a rendere manifesti i desideri. La positività del discorso di vita è data: - dal clima di autenticità, di sincerità e di rispetto reciproco che si crea; - da un'intensa capacità di ascolto e di umiltà recettiva; - dalla consapevolezza di come si assume e si vive la relazione; - dalla libertà e dal distacco dai propri progetti o attese; - dalla capacità di fare memoria degli incontri precedenti e, rileggendo i dati emersi, suscitare sbocchi operativi per la continuità del cammino in atto; - da rendersi sempre più coscienti dell'importanza della stesura di un programma di vita stabilito con la propria formatrice e da verificare periodicamente; - dalla volontà di rendere periodico e non occasionale il discorso di vita. 6 DISCEPOLE DEL CROCIFISSO – Piano della Formazione Incontri comunitari La vocazione vissuta in comunione ci chiede di "vivere nel cuore della Chiesa quale comunità riunita da Cristo in comunione fraterna, impegnandoci a realizzare uno Spirito di famiglia, nella stima, nel rispetto e nell'accoglienza reciproca, “portando ognuno i pesi degli altri" 10 . Di notevole importanza per una formazione alla vocazione vissuta in comunione e alla quale dobbiamo dare priorità nella gerarchia dei nostri impegni sono: - il programma formativo annuale dell'Istituto definito dal C. D. sulla base delle proposte e indicazioni assembleari e che comprende le giornate di ritiro e di studio comunitarie, gli esercizi spirituali, le ricorrenze particolari dell'Istituto, le proposte per gli incontri formativi dei nuclei; - tutti gli scritti elaborati a cura dell'Istituto, siano essi circolari, documenti del CD, giornalini, lettere e questionari; - la sollecitazione a vivere incontri di comunione fraterna quali momenti privilegiati di dialogo, di ascolto e di confronto della parola di Dio, indispensabile per la formazione specifica, per la verifica e il sostegno vicendevole. In questi incontri è di fondamentale importanza la trasmissione della storia dell'Istituto, i primi passi e gli sviluppi, per comprendere sempre meglio la propria storia vocazionale e la propria missione nella Chiesa per il mondo; - la presenza dei piccoli gruppi di vita fraterna, offre, inoltre, la possibilità di fare esperienze concrete di vita fraterna, quale aiuto e sostegno a vivere nella condizione della vita l’impegno vocazionale; - la partecipazione a convegni e a corsi di aggiornamento quali momenti utili per arricchire e consolidare le proprie conoscenze e competenze. Di fronte ai diversi mezzi citati, ogni sorella deve sentirsi attivamente responsabile nel modo di farli propri, partecipando concretamente e offrendo il proprio contributo, secondo le capacità personali. Le Responsabili della formazione L'Istituto deve farsi carico della preparazione delle Incaricate alla formazione. La missione delle formatrici è quella di accompagnare con la preghiera, la testimonianza e la parola le persone in formazione, nella consapevolezza che formatrice non ci si improvvisa ma lo si diventa pian piano sotto la potenza dell'azione dello Spirito che forma e che trasforma. Occorre avere il coraggio e l'umiltà di lasciarsi trasformare dalla Parola di Dio e presentarla in atto nella propria umanità, che nella sua semplicità deve essere trasparenza del messaggio di Cristo. L'impegno dell’Incaricata alla formazione è un servizio di mediazione per lasciar trasparire un'altra mano che guida, un'altra voce che parla. 10 Articolo 30 delle Costituzioni 7 DISCEPOLE DEL CROCIFISSO – Piano della Formazione Per questo è importante: - pregare per le persone che accompagna. La preghiera è l'esperienza del discernimento: solo in essa si resti in un contesto di ascolto dello Spirito; solo così ci si mantiene esposti all'azione di Dio; - maturare nell'arte della guida: saper dosare in ogni momento e per ogni persona il carico di responsabilità e la misura adatta; - vivere la propria missione in atteggiamento di servizio, consapevoli della povertà e dell'Amore misericordioso che fa dire: "io sono soltanto lo strumento, è Dio che forma che trasforma" e che "porta a compimento con la sua potenza ogni (nostra) volontà di bene"11. Questa consapevolezza libera dalla tentazione di "onnipotenza" e dalla tentazione di caricare le sorelle di pesi insopportabili; - credere che il bene dell'Istituto e delle persone per le quali si è chiamate a collaborare si realizza nello scambio, del confronto e nella verifica. È estremamente importante, infatti, saper creare l'armonia e l'unità necessarie per un cammino di comunione nell'Istituto e nella Chiesa. La consapevolezza che si sta lavorando per un progetto personale, inserito in un progetto comunitario, mette l’Incaricata alla formazione nella condizione di cercare il confronto, la valutazione, la verifica del cammino che sta facendo con la persona che accompagna e la stimola ad essere vivace e attiva negli incontri di formazione; - saper riconoscere nell'altra persona la totalità e la ricchezza della sua dignità di figlio di Dio accogliendola nella sua individualità e irripetibilità; - guidare alla scoperta di valori indicando obiettivi e mezzi, sollecitando a istanze di rinnovamento evangelico; - orientare a nuove decisioni sia per far progredire le motivazioni, sia per aiutare a consegnarsi al mistero dell'Amore Crocifisso nella cui obbedienza la persona trova la sua pienezza. L'impegno richiesto alle Incaricate alla formazione è di estrema importanza per questo è opportuna una grande prudenza nella loro scelta. Occorre tener conto della loro conoscenza del Vangelo e delle Costituzioni, della loro solidità come membri dell'Istituto e delle loro capacità di discernimento e di conversione, della loro abilità a entrare in un rapporto di empatia con l'altra per aiutarla. Tappe e momenti della formazione Nel rispetto dell’evolversi graduale della formazione, si distinguono quattro tappe. Prima tappa La prima tappa precede l'entrata ufficiale e canonica nell'Istituto. In questa prima fase è importante, soprattutto, aiutare la persona a discernere il disegno di Dio su di lei: saper ascoltare e rispettare il disegno di Dio, impone una costante sintonia con Lui e la necessità della preghiera sia per la persone in ricerca che per colei che l'accompagna. È importante aiutare la persona a verificare la capacità e il desiderio di: - autentica consacrazione a Dio, alimentata dalla vita di preghiera e dal senso di 11 2Tess. 1,11 8 DISCEPOLE DEL CROCIFISSO – Piano della Formazione comunione ecclesiale; - graduale passaggio al nuovo stile di vita che s'intende abbracciare; - presenza nel mondo per farne proprie le gioie, le ansie e le speranze; - accoglienza, dialogo e apertura insieme alla capacità di far convivere atteggiamenti apparentemente contrapposti quali: autonomia e dipendenza, obbedienza e autogoverno, solitudine e Spirito comunitario. Occorrerà in questo tempo: - pazienza e attenzione, rispetto, fiducia e stima reciproca; - regolarità negli incontri per una progressiva e profonda conoscenza di sé, per potenziare le caratteristiche positive per superare con pazienza il coraggio quelle più negative; - imparare a leggere e ad accettare la propria storia personale e familiare, il proprio contesto sociale. In questa prima tappa è importante da parte della candidata approfondire la conoscenza dell'Istituto attraverso la partecipazione agli incontri comunitari: ritiri, giornate di studio, incontri di nucleo, ecc. Di grande importanza sono gli incontri personali con i membri dell'Istituto. Questi incontri fraterni, vissuti con semplicità e amore, possono diventare momenti significativi per il sostegno vicendevole, per la trasmissione della storia viva dell'Istituto e per lo stesso discernimento vocazionale. In questo periodo di ricerca vocazionale che precede la formazione iniziale e che dura normalmente un anno, la persona è seguita individualmente da una delegata della Sorella Maggiore. Seconda tappa La seconda tappa inizia con l'entrata ufficiale nell'Istituto secondo le modalità e i tempi previsti dalle Costituzioni. È questo il periodo della formazione iniziale, ed è di fondamentale importanza perché l'aspirante viene aiutata ad approfondire nella sua globalità il Carisma particolare dell'Istituto nell'identità della specifica vocazione alla secolarità consacrata. In questa tappa la Responsabile della formazione aiuta l'Aspirante a verificare e a riconoscere l'autenticità della chiamata del Signore e ad appurare se esistono le capacità e le disposizioni per realizzare la consacrazione nella secolarità. Per questo l'Aspirante viene accompagnata: - a prendere sempre più consapevolezza che la chiamata a seguire Cristo è un'azione di Dio che raggiunge le profondità della persona e la rende capace di scelte radicali per Cristo; - a riconoscere e ad aderire progressivamente alla propria identità acquisendo un adeguato equilibrio psichico-fisico per la crescita della persona; - a scoprire i valori propri della vocazione alla consacrazione secolare intesa come missione affidata per la costruzione della propria vita al servizio del Regno; - a entrare nella spiritualità specifica dell'Istituto cercando di vivere il suo nomemissione. In questo cammino di formazione e di approfondimento, che normalmente dura tre anni, 9 DISCEPOLE DEL CROCIFISSO – Piano della Formazione l'aspirante deve imparare: - a mantenersi fedele alle proprie scelte attraverso un corretto uso del programma di vita concordato e verificato con la Responsabile stessa, - a inserirsi nella comunità dell'Istituto familiarizzando con i suoi membri e coltivando un autentico spirito di comunione. Terza tappa È la tappa dell'incorporazione temporanea nell'Istituto, che normalmente dura cinque anni e la neo professa è seguita da una specifica Incaricata alla Formazione. In questo periodo la formazione deve diventare sempre più esigente per incidere nella vita concreta della Discepola, così che questa sia in grado di stabilire una gerarchia nei suoi impegni e possa essere guidata ad una fedeltà sempre maggiore nelle proprie scelte. In questa tappa la specificità del Carisma deve essere conosciuta sempre più profondamente dalla neo professa, accettata, interiorizzata e vissuta perché esprima in pienezza la fedeltà alla Chiesa attraverso l'Istituto. Per questo è importante: - formare le persone a maturare un vivo senso di appartenenza all'Istituto abituandole alla partecipazione attiva e responsabile alle varie iniziative; - sviluppare il desiderio di dare un apporto vero alla vita dell'Istituto, poiché ogni persona è membro dell'Istituto e di conseguenza è responsabile della sua crescita; - impegnarsi a ricercare e ad approfondire nelle Costituzioni lo spirito della vocazione alla laicità consacrata; - rendere sempre più coscienti le motivazioni delle proprie scelte e riattualizzarle, mantenendo valida e ferma la motivazione di fondo; - saper cogliere sviluppare il concetto di complementarietà inteso come scambio di ricchezze e di doni che ciascuna è e ha e che deve mettere a servizio degli altri come partecipazione attiva in uno scambio proficuo di doni, senza attendere che siano sempre gli altri a dare e a fare. Quarta tappa Questa tappa è definita come formazione permanente e copre tutta la vita. È la tappa della maturità in cui la formazione prende piena configurazione e diventa continua, dinamica, tesa alla realizzazione del progetto originario proposto dal Signore aperto a sempre nuovi richiami. In questo periodo diventa ancora più necessario il rapporto con la propria Formatrice con la quale confrontare e verificare l'aspetto importante della formazione che è la coniugazione tra fede e vita. La formazione permanente dovrà: - aiutare a vivere la chiamata come dono con vivacità e giovinezza perenni, attingendo al Carisma la forza di essere sempre e in ogni situazione di vita "segno di speranza 10 DISCEPOLE DEL CROCIFISSO – Piano della Formazione nel mondo"; - supplire alle inevitabili lacune delle prime tappe; - costituire un aiuto indispensabile per un continuo aggiornamento nel discernimento dei valori, in una lettura illuminata dei segni dei tempi; - permettere di superare i momenti di fatica, dovuti ad una vita intensa, alla solitudine, all'isolamento, all'età o ad altre circostanze; - sostenere lo sforzo costante del rinnovamento spirituale per non venire meno alla fedeltà totale e crescente anche quando venisse a mancare lo slancio e l'entusiasmo dell'inizio; - rendere attente alle nuove esigenze di presenza apostolica; - aiutare i singoli membri a conoscere le realtà temporali con una maggior profondità e ampiezza attraverso iniziative adeguate; - preparare i propri membri ad accogliere i momenti particolari della vita che rappresentano lo stadio della terza età. Criterio di verifica Per rispondere adeguatamente alle esigenze delle persone in formazione, i metodi e i mezzi formativi devono essere sottoposti a necessarie verifiche. La verifica formativa, infatti, è un'esigenza indispensabile per ogni progetto formativo e per ogni itinerario personale o di gruppo. E’ un'operazione in cui insieme si valuta se e fino a che punto gli obiettivi proposti sono stati raggiunti. La verifica permette di: - riepilogare le attività svolte; - riflettere sulla positività e sui limiti riscontrati; - apportare modifiche di contenuto e di realizzazione del progetto; - divenire più concrete e più realistiche sull'effettiva realizzazione; - crescere insieme nell'impegno formativo. Conclusione Il Piano della Formazione deve aiutare a pro-gettarsi (a gettarsi in avanti, a uscire da se stesse) per immergersi nella missione che Cristo affida alla persona stessa. Pro-gettarsi indica, infatti, la volontà di tendere verso qualcosa che al di là di noi stesse, qualcosa che è oltre l'io attuale e che si protende verso l'io ideale, verso la missione che il Signore chiamandoci ci ha affidato. Alla radice di ogni progetto formativo c'è la libertà di pro-gettarsi. Più volte nell'attuale Piano della Formazione è stata sottolineata l'importanza e la necessità di prendersi a cuore la propria formazione, affinché il progetto originario di Dio possa compiersi in noi e attraverso di noi. La scoperta del dono della chiamata, della missione che ci è stata affidata, sprigioni in noi la capacità di progettarci per esprimere con gioia e in pienezza la nostra vocazione. 11 DISCEPOLE DEL CROCIFISSO – Piano della Formazione INDICE Introduzione p. 1 Scopo p. 1 Finalità, obiettivi e caratteristiche generali p. 2 Contenuti della formazione e obiettivi specifici p. 2 Formazione psicologica-morale-sociale p. 3 Formazione spirituale p. 3 Formazione biblica-teologica p. 4 Formazione professionale p. 4 Formazione all’impegno secolare p. 4 Metodo e mezzi p. 5 Accompagnamento personale p. 6 Incontri comunitari p. 7 Le responsabili della formazione p. 7 Tappe e momenti della formazione p. 8 Prima tappa p. 8 Seconda tappa p. 9 Terza tappa p. 10 Quarta tappa p. 10 Criterio di verifica p. 11 Conclusione p. 11 << Nuova casella di testo >>

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