Doc. n. 7

 

direttorio

 

 

INDICE

 

PRINCIPI INTRODUTTIVI                                                                                          pag.     2

 

IMPEGNI DERIVANTI DALLA NOSTRA CONSACRAZIONE A DIO pag.     3

 

Norme applicative                                                            pag.3                                                                                    
Missione nella Chiesa per il mondo                                                                     pag.     5

 

In comunione con l’Istituto                                                                                   pag.     6

 

Formazione e cammino formativo                                                                       pag.     7

. Orientamento e ammissione al periodo della Formazione Iniziale                    pag.     8

. Periodo della formazione iniziale                                                                       pag.       8

. Formula di consacrazione                                                                                  pag.     9

. Professione temporanea dei Consigli Evangelici                                              pag.       9

. Professione perpetua e incorporazione nell’Istituto                               pag.     10

 

IL GOVERNO DELL’ISTITUTO                                                                 pag.     11

 

L’Assemblea Generale.                                                                                       pag.     11    
La Sorella Maggiore                                                                                             pag.     12
Il Consiglio Direttivo                                                                                             pag.     15

. Le Incaricate alla Formazione.                                                                           pag.     16

. Il Consiglio di Formazione                                                                                 pag.     16

. L’Economa                                                                                                         pag.     17

. La Segretaria                                                                                                     pag.     17

 

. L’Assistente Spirituale                                                                                              pag.     17

 

. Il Legale Rappresentante                                                                                          pag.     18

 

        

 

 

PRINCIPI     INTRODUTTIVI

 

 

Art. 1              Il nome Discepole del Crocifisso definisce la nostra identità e la nostra appartenenza ad una particolare Famiglia Spirituale: comunità di persone che vive nella Chiesa il proprio impegno di secolarità consacrata al Cristo Crocifisso glorioso.

La consapevolezza di questa responsabilità si attua nell’osservanza delle norme contenute nelle Costituzioni e nel Direttorio, da vivere con fedeltà e impegno, facendo delle condizioni ordinarie della vita “il luogo”[1] della ricerca e della diffusione del Regno di Dio.

 

Art. 2              La chiamata del Signore ad essere dono per la salvezza del mondo, ci impegna ad un serio cammino formativo. Approfondire la conoscenza del Cristo attraverso la sua Parola, attingere alla spiritualità e alla teologia della Croce, secondo l’insegnamento di S. Paolo, ci fa crescere nella capacità di morire e di risorgere a nuovi passaggi e a nuovi stimoli di vita, al passo con la storia.

 

Art. 3              Inserite nel cammino della Chiesa e ispirandoci alla nostra specifica vocazione, impariamo a leggere nella storia del nostro tempo, in ogni situazione e circostanza, l’opera di Cristo che ricrea e dà significato a tutta la realtà.

Siamo chiamate a vivere dove il Signore ci ha posto, facendo memoria della nostra storia, cogliendo il messaggio e gli inviti che lo Spirito Santo suscita, così da vivere con impegno, passione e corresponsabilità il nostro quotidiano.

 

Art. 4              L’esempio e la dottrina di S. Paolo ci invitano a cogliere la vita come dono d’amore ricevuto in pienezza e gratuità; ci invitano, inoltre, a nutrire un profondo rispetto e una grande attenzione alla dignità di ogni uomo per cui Cristo è morto.

La discepola si educhi ad una nuova coscienza di mondialità e missionarietà nel pieno rispetto delle diversità e la sappia esprimere, in ogni aspetto della sua vita,  con atteggiamenti di dialogo, accoglienza e servizio.

Con questa apertura e secondo lo stile secolare che gli è proprio, l’Istituto tiene viva tra i suoi membri la dimensione della missionarietà universale della Chiesa, accogliendo come dono e grazia l’esperienza delle sorelle che sisentono chiamate a vivere la “missione ad gentes”.

 

 

 

 

Art.  5           Vivere in profonda comunione il Carisma dell’Istituto significa crescere nella vicendevole corresponsabilità e nel rispetto dei reciproci diritti e doveri.[2] L’Istituto aiuti e sostenga ogni Discepola nella realizzazione della propria identità di secolare consacrata, attivando e proponendo strumenti e iniziative idonei per un cammino di formazione iniziale e permanente. Sarà impegno di ogni Sorella rispondere positivamente alle sollecitazioni e alle proposte dell’Istituto, in spirito di collaborazione e comunione.

 

 

 

 

IMPEGNI DERIVANTI DALLA NOSTRA CONSACRAZIONE A DIO

 

 

Norme applicative

 

Art. 6              La fedeltà ai momenti di preghiera ci permette di vivere, quale presenza femminile nel mondo e nella Chiesa, la nostra vocazione-missione in intimità profonda con il Padre e in comunione con tutte le Sorelle.

Ogni discepola stabilisce con la propria Sorella incaricata alla formazione un programma spirituale personale da verificare poi con la stessa. Tale programma deve essere realizzato con fedeltà e sincerità, in modo armonico e unitario, così che alla preghiera-pregata siano dati il tempo e lo spazio necessari nel corso della giornata affinché tutta l’esistenza diventi vita-pregata.[3]

 

Art. 7              Nella fedeltà al comune Carisma e alla propria spiritualità, l’Istituto celebra con particolare devozione, pur nella diversità di forme e di modi richiesti dalla realtà in cui la discepola vive, la “memoria” dell’Istituto erettoil 30 maggio e le seguenti ricorrenze liturgiche:

il Triduo pasquale;
la festa della Madonna Assunta;
la festa dell’Esaltazione della Croce;
la festa della Vergine Addolorata;
la festa della conversione di S. Paolo;
la festa di S. Antonio Maria Zaccaria.

 

Art. 8            La risposta all’amore di Dio per noi, ci porta a trasformare in carità la castità mettendo a servizio del Regno la nostra persona, il nostro tempo, le nostre forze e a sviluppare in noi la capacità di farsi dono.

Questo chiede alla discepola:

di riconoscere il valore della femminilità come oblatività che ci apre agli altri e ci rende trasparenza dell’amore di Dio;
di cogliere in positivo la diversità fra l’uomo e la donna
di amare la vita in ogni sua dimensione aiutando a far crescere in sè e attorno a sè i doni e le possibilità che Dio mette nel cuore di ciascuna;
di conseguire lo sviluppo e l’equilibrio di tutte le potenzialità del nostro essere attraverso la purificazione dei sensi e degli affetti, per raggiungere una maturità affettiva a tutti i livelli della persona[4];
di liberare la forza di amare e di diventare capace di relazioni autentiche e di serene amicizie;
di impegnarsi in un dialogo vero con la propria Sorella incaricata alla formazione per verificare, nelle condizioni attuali di vita, il cammino di sequela a Cristo Crocifisso.

 

Art. 9            La povertà vissuta come partecipazione al mistero di Cristo e come imitazione delle sue stesse scelte, ci chiede di vivere nella libertà e nel distacco la condivisione dei beni.

Ogni discepola è chiamata a ricercare con la propria Sorella incaricata alla Formazione i valori e le motivazioni che devono sostenere l’accettazione serena di sé, delle proprie doti e limiti, delle gioie e prove della vita.

Tutte le discepole, sia che vivano in famiglia, che a gruppi di vita fraterna, amministrino i loro beni e quelli comuni, con senso di responsabilità personale, nel rispetto della giustizia e della carità, secondo lo spirito di povertà e non di possesso, a norma della Costituzioni.[5]

 

Art. 10                    Le spese di funzionamento, relative al servizio dell’Istituto e gli impegni decisi e assunti dall’Assemblea Generale nei confronti di tutte le attività finalizzate alla vita e allo sviluppo dell’Istituto, sono a carico di tutti i membri e vanno fra di loro condivise.[6]

 

Art. 11                    Il voto di povertà, mentre lascia alla discepola il diritto di proprietà e la facoltà di acquistare o di ricevere nuovi beni, la impegna ad una “fedele e saggia” amministrazione secondo le direttive dell’Istituto espresse nelle Costituzioni e nel Direttorio.[7]

Nel programma di vita personale, stabilito annualmente e valutato periodicamente con la Sorella incaricata alla formazione, ogni discepola è chiamata a:

ricercare, valutare e verificarei criteri e le motivazioni che devono guidare le scelte di povertà;
esporre con fiducia la propria situazione economica così da valutare come provvedere, in sobrietà e giustizia, al proprio vivere ordinario e alla propria previdenza futura;
definire il limite delle spese ordinarie per un uso corretto dei beni che rendano la propria vita sempre più semplice ed essenziale, attenta a chi è più povero e più bisognoso;
chiedere il permesso per le spese straordinarie;
definire il contributo economico per le necessità dell’Istituto.

 

Art. 12                    La nostra obbedienza sull’esempio di Cristo che compie la volontà del Padre, ci pone nell’atteggiamento di una continua ricerca del progetto di Dio su di noi, in dialogo con laSorella incaricata alla formazione; pertanto ogni discepola, assume l’iniziativa di esaminare con la stessa l’evolversi della sua esistenza attraverso un dialogo fiducioso che diventa discorso di vita.[8]

 

Art. 13                    Il discorso di vita, preparato nella preghiera ed effettuato in un atteggiamento di dialogo creativo, richiede da entrambe le parti ascolto, fiducia e stima.

Attraverso di esso, ogni discepola verifica con la propria Sorella incaricata alla formazione:

la conoscenza e la fedeltà alle Costituzioni;
l’esercizio dei voti;

l’appartenenzaall’Istituto, alla chiesa locale e universale;
il programma di vita spirituale personale;
gli impegni di Formazione Permanente, sia quelli proposti dall’Istituto sia quelli relativi a scelte personali;
l’impegno secolare nella società e nella Chiesa;
i progetti e gli impegni relativi al lavoro e alla propria condizione sociale;
i periodi particolari dell’anno, come le ferie e i viaggi;
l’iscrizione e la partecipazione a gruppi di qualsiasi genere.        

 

Missione nella Chiesa per il mondo

 

Art 14Il nostro impegno secolare ci chiede di essere lievito di sapienza e testimoni di grazia all’interno della vita culturale, economica, sociale e politica…, “modello della nuova relazione che la Chiesa cerca di incarnare davanti almondo e a servizio dell’uomo”[9]

Siamo, altresì, impegnate a realizzare la sintesi specifica di secolarità e consacrazione, quale espressione del Battesimo, per “immettere nella società le energie nuove del Regno di Cristo, cercando di trasfigurare il mondo dal di dentro con la forza delle Beatitudini”[10]

La fedeltà ci impegna ad essere “segno efficace della grazia” che trasmette e manifesta la salvezza di Cristo Crocifisso e si realizza, attraverso la partecipazione attiva alla vita del nostro tempo:

vivendo il lavoro e ogni tipo di presenza nel mondo e nella società quale luogo teologico specifico della vocazione secolare, che trova la sua fonte e il suo vertice nel mistero  pasquale;
partecipando alla costruzione della “città di Dio” nella storia dell’uomo mettendo a disposizione una preparazione sempre aggiornata, attitudini e capacità personali;
educandoci ed educando al senso creaturale, per imparare a scorgere negli uomini e nelcreato un riflesso del mistero di Dio.[11]

 

Art. 15                    Collaboriamo alla costruzione del Regno partecipando alla missione evangelizzatrice della Chiesa per la promozione di “tutto” l’uomo e di tutti gli uomini, secondo criteri ispirati e guidati dalla fede sulle orme di S. Paolo:

vivendo nel mondo il radicalismo delle beatitudini evangeliche, come luce, sale e fermento[12];
affermando la visione cristiana del lavoro, accogliendone le gioie e le conquiste, le fatiche e i sacrifici, perché risplenda più chiaramente il nuovo ordine voluto da Dio;

partecipando attivamente “alle gioie e ai dolori, alle fatiche e alle speranze” della realtà in cui viviamo;
prestando attenzione ad un giusto ed equo utilizzo delle risorse del creato nel rispetto dell’equilibrio naturale e impegnandoci a lasciare le cose più belle di come ci sono state consegnate[13]. [14]

Vivere la vocazione di essere custodi dell’opera di Dio è parte essenziale di un’esistenza virtuosa, non costituisce qualcosa di opzionale e nemmeno un aspetto secondario dell’esperienza cristiana.

 

 

 

In comunione con l’Istituto
 

Art. 16                    La comunione fraterna si favorisce e si realizza all’interno dell’Istituto, quale “laboratorio” di vita, attraverso gesti autentici e concreti di condivisione e di accoglienza, animati da fede, speranza e carità che dicono la gioia di essere insieme a servizio del Regno.

Lo spirito di famiglia, che ci caratterizza, ci aiuta a crescere insieme e a maturare atteggiamenti di gratuità, di rispetto e di stima reciproca, di solidarietà e di perdono imparando a riconoscere ognuna i propri limiti e i propri talenti, facendo nostra l’esortazione di Paolo: “gareggiate nello stimarvi a vicenda…[15].”

 

Art. 17          La vita e la vitalità dell’istituto sono frutto:

della partecipazione attiva e gioiosa di tutte e di ognuna agli incontri formativi dell’Istituto come momenti e luogo di verifica, lettura di fede personale e comunitaria della nostra vita e delle nostre scelte;
della generosità e fedeltà con cui ognuna sa mettere a disposizione i doni ricevuti;
della capacità di ascolto attento e solidale quale aiuto reciproco per vivere le varie situazioni della vita, in particolare quelle più difficoltose.[16]

 

 

 

Art. 18                    Per vivificare la relazione fraterna è necessaria la costante fedeltà alla Parola, quale luogo privilegiato dell’incontro con Dio e tra noi, che permette di crescere insieme nella donazione a Dio e ai fratelli attraverso:

la comunicazione di vita;
la messa in comune delle gioie e delle difficoltà vissute nel proprio impegno vocazionale;
l’assunzione di responsabilità personali;
la capacità di dialogo e di confronto anche quando questi si fanno più difficoltosi;
il perdono e l’accoglienza reciproca, perché la diversità è ricchezza della persona e della fraternità stessa.

 

Art. 19L’Istituto accoglie e favorisce il costituirsi di piccoli gruppi di vita fraterna[17] il cui scopo concorre alla formazione e alla realizzazione delle persone verso la comune vocazione secolare.

Le Sorelle che scelgono la vita fraterna sono tenute a motivare le ragioni di tale scelta alla Sorella Maggiore che, con il parere del Consiglio Direttivo, ne può autorizzare l’esperienza[18].

È auspicabile che tale esperienza venga vivificata attraverso la condivisione di finalità, obbiettivi e scopi del vivere insieme.

 

Formazione e cammino formativo

 

Art. 20                    L’impegno formativo è di fondamentale importanza per una maturazione integrale della persona perché realizzi la chiamata alla secolarità consacrata nelle sue fasi progressive.

Ogni discepola, quindi, deve:

sentire la necessità di vivere e di gestire in modo sempre più responsabile i momenti e gli strumenti formativi, sia personali che comunitari, proposti e sollecitati dall’Istituto;
condividerecon la Sorella Incaricata alla formazione il compito-impegno  formativo;
partecipare attivamente alla formazione personale interrogandosi e approfondendo il senso del proprio impegno ecclesiale e sociale per svolgere con competenza il servizio richiesto.

 

Art. 21                    I Nuclei Comunitari sono costituiti dalla Sorella Maggiore con il Consiglio Direttivo tenendo possibilmente conto dell’area geografica, per una più facile attenzione e condivisione di problemi e di bisogni delle sorelle, del territorio, della realtà dell’uomo d’oggi.

Si riuniscono periodicamente perché i membri possano perseguire, in comunione tra loro e con tutto l’Istituto, le finalità e gli obiettivi propri della formazione in uno scambio fraterno di esperienze.

La ricchezza e la vitalità del nucleo è determinata:

dalla presenza  viva, vivace e responsabile dei suoi membri;
dalla capacità di aiutarsi a coniugare preghiera e azione, ascolto e scambio reciproco e gioioso;
dal sapersi aspettare o sollecitare quando è il caso.

 

Art. 22                    Ogni Nucleo ha una propria SorellaIncaricata alla formazione permanente, nominata dalla Sorella Maggiore, con il consenso del Consiglio Direttivo. Per tale scelta la Sorella Maggiore può consultare il nucleo stesso.

 

Art. 23                    L’Istituto ritiene opportuno avvalersi di un Piano della Formazione per rispondere in modo adeguato all’importante e delicato compito formativo.

Nel Piano della Formazione sono specificate le varie tappe formative che accompagnano il cammino vocazionale indicandone obiettivi, contenuti, mezzi e strumenti.

Esso contribuisce al consolidamento della specifica vocazione, adattandosi alle reali esigenze delle persone e della storia, con attenzione ai segni dei tempi.

È compito della Sorella Maggiore con il suo Consiglio aggiornarlo e proporlo all’approvazione dell’Assemblea.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Orientamento e ammissione al periodo della formazione iniziale

 

Art.  24         L’ammissione al periodo della formazione iniziale di coloro che, chiamate da Dio esprimono l’intenzione di conoscerela vita dell’Istituto, è preceduta da un periodo di accostamento e di orientamento vocazionale di almeno un anno.

La Sorella Maggiore e il Consiglio Direttivo, guidati da saggezza e prudenza, sostenuti dagli aiuti che le scienze umane forniscono, nel caso fosse necessario, dovranno aiutare le candidate ad una più approfondita conoscenza di sé per coglierne volontà e capacità di risposta alla chiamata.

Le candidate, a loro volta, dovranno partecipare agli incontri proposti dall’Istituto e agli incontri particolari con la Sorella Maggiore o una sua delegata per un cammino serio di discernimento vocazionale.

 

Art. 25                    La candidata che desidera iniziare il cammino nell’Istituto, deve fare domanda scritta alla Sorella Maggiore, la quale, dopo averassunto le debite, informazionila ammette.

Perché  possa essere accolta la richiesta, è importante che la candidata:

desideri e voglia seguire Cristo nel mondo;
dimostri reali condizioni di crescita del germe della vocazione alla secolarità consacrata;
sia libera da impedimenti che ostacolano e non favoriscono la maturità della persona in tutte le sue facoltà;
partecipi agli incontri personali e comunitari indetti dall’Istituto;

svolgauna professione o un lavoro che le dia la possibilità di vivere dignitosamente;

esibisca il certificato di battesimo, di cresima, di stato libero.

In questo periodo di orientamento non esiste nessun vincolo giuridico né per la candidata né per l’Istituto[19].

 

 

Periodo della formazione iniziale

 

Art. 26                    Le Aspiranti, vengono affidate ad una Sorella incaricata per la formazione iniziale per un periodo che dura normalmente tre anni.

In un dialogo costruttivo con la propria formatrice, consapevoli di essere state chiamate da Dio in nome di Gesù Cristo e con fiducia incondizionata al Suo progetto, le aspiranti si impegnano acompiere il cammino formativo con fedeltà e sincerità, per imparare:

adiscernere la volontà di Dio nella vita quotidiana, mediante la familiarità con il Vangelo costruendo la propria fedeltà giorno per giorno, nella trasparenza e nella verità con se stesse e con gli altri, anche attraverso  le crisi che non devono essere né ignorate né mascherate;
adascoltare lo Spirito che chiama a purificare continuamente gli atteggiamenti e le scelte anche migliori;
a crescere nella fede attraverso un costante impegno di sequela e la verifica della propria adesione a Cristo.

 

Art. 27                    Le Aspiranti prendono coscienza del dinamismo interiore della vocazione e ne fanno esperienza impegnandosi a:

dare priorità al cammino formativo,  sia personale siacomunitario;
stabilire un programma annuale di vita in dialogo con la Sorella Incaricata alla Formazione Iniziale e verificarlo con lei, almeno mensilmente;                             

meditare il Mistero Pasquale, quale carisma della Famiglia Spirituale, per assimilarlo e conformare ad  esso tutta l’esistenza;

partecipare fedelmente agli incontri specifici per aspiranti, alle giornate formative indette dall’Istituto e agli Esercizi Spirituali annuali.

 

Art. 28                    Per favorire una maggiore conoscenza reciproca e una crescita vocazionale è necessario che le Aspiranti trascorrano momenti di vita fraterna, distribuiti lungo il triennio, con la Sorella Incaricata alla Formazione Iniziale, secondo diverse circostanze e con modalità da definirsi di volta in volta.

 

 

 

Art. 29                    Verso il termine del periodo della prima formazione, le aspiranti con lapropriaResponsabile, rileggono e valutano con semplicità e verità il cammino percorso e i passi compiuti, cercando di delineare un proprio profilo umano e spirituale.

Per questo delicato lavoro, nel caso ve ne fosse necessità, possono essere consultate persone esperte e competenti.

 

 

Formula di Consacrazione[20]

 

Art. 30          La formula di consacrazione, sia per la professione temporanea sia per la professione perpetua, scritta di propria mano e firmata, viene letta dalla discepola e consegnata alla Sorella Maggiore (o alla sua delegata) durante la stessa Celebrazione Eucaristica in cui avvengono le cerimonie; controfirmata dalla Sorella Maggiore e contrassegnata dal timbro dell’Istituto, viene conservata in archivio.

 

 

Professione temporanea dei Consigli Evangelici

 

Art. 31                    La professione temporanea dei Consigli Evangelici incorpora ufficialmente nell’Istituto.

L’Aspirante, che viene incorporata temporaneamente nell’Istituto, si impegna verso Dio e verso la Famiglia Spirituale a vivere la consacrazione a Cristo e la professione dei Consigli Evangelici, da rinnovare annualmente durante la Celebrazione Eucaristica della solennità dell’Assunta.

Qualora la sorella non potesse rinnovare i voti alla data stabilita, deve presentare domanda scritta di norma due mesi prima alla Sorella Maggiore con debite motivazioni. Se vengono ritenute valide, la Sorella Maggiore con il parere del Consiglio Direttivo, concede il permesso di rinnovare i voti in altra occasione, preferibilmente nel contesto di una Celebrazione Eucaristica, alla sua presenza o alla presenzadi una sua delegata.

 

Art. 32                    I membri professi acquisiscono il diritto alla voce attiva, i diritti e doveri espressi dalle Costituzioni e dal presente Direttorio.

Ogni membro di incorporazione temporanea è chiamato:

a testimoniare con la propria esistenza la piena e gioiosa appartenenza a Dio, impegnandosi ad assimilare progressivamente “gli stessi sentimenti che furono di Cristo Gesù”[21]
ad assumere in prima persona il dinamismo della crescita vocazionale, aprendo la propria vita all’azione dello Spirito Santo, attraverso la Famiglia Spirituale, percorrendo con generosità il cammino formativo e accogliendo con fede anche le mediazioni che il Signore e la Chiesa gli offrono;
a realizzare lo stile di vita scelto con le sue esigenze essenziali, sentire di essere famiglia e di impersonarla ovunque si trovi a vivere;
a perseguire il proprio lavoro di formazione con la Sorella Incaricata alla Formazione, tenendo fede al periodico discorso di vita;
a partecipare fedelmente e attivamente agli incontri comunitari dell’Istituto.

 

 

 

 

Professione perpetua e incorporazione nell’Istituto

 

Art. 33                    La Discepola, trascorsi gli anni di incorporazione temporanea, conferma con la professione perpetua la sua donazione al Signore e la sua appartenenza definitiva nell’Istituto; acquisisce il diritto alla voce attiva e passiva, a norma delle Costituzioni e del presente Direttorio e partecipa responsabilmente alla vita dell’Istituto ponendosi in un autentico spirito di servizio[22].

 

Art. 34                    Il progetto formativo che Cristo Crocifisso ci ha affidato richiede abbandono, serietà, costanza e coraggio nell’affrontare la tensione interiore tra l’ideale e la sua attuazione.

Sarà compito della formazione permanente sollecitare e favorire la formazione personale che deve essere vissuta:

nella chiarezza della luce di Cristo che libera progressivamente dall’ambiguità e dalla presunzione orgogliosa e indipendente;

nella ferma speranza che “tutto concorre al bene di coloro che amano Dio e che sono chiamati secondo il Suo disegno[23]”
con fermezza, saggezza e perseveranza per vincere l’abitudinarietà e la tiepidezza, nella convinzione che siamo sempre in cammino verso una piena maturità umana e spirituale;
in costante collaborazione con la propria Sorella Incaricata alla Formazione, in ogni situazione personale positiva o meno, attraverso incontri frequenti, inun dialogo sincero e concreto.

Il discorso di vita diventa così la verifica del rapporto che intercorre tra la propria esistenza e la consacrazione[24]

                           

Art.  35         Le discepole di professione perpetua, ogni anno, “fanno memoria”  dellaloro consacrazione, nella data stabilita dall’Istituto, con una formula appropriata. Chi non potesse presenziare alla celebrazione comunitaria, rinnova i voti privatamente, comunicandolo poi a tutta la Famiglia Spirituale, così che si mantenga sempre vivo lo spirito di comunione.

 

Art. 36                    Il nostro Istituto celebra ordinariamente i momenti più importanti e determinanti della vita dei suoi membri nell’ Eucaristia della solennità dell’Assunta, con dei segni:

le Costituzioni, quale progetto di vita, all’inizio del cammino di aspirandato;
la croce, che sta a indicare alla professa l’amore salvifico di Cristo Gesù, al momento dell’incorporazione temporanea;
l’anello, che significa appartenenza e fedeltà a Cristo nella Famiglia Spirituale, al momento dell’incorporazione perpetua.

 

 

Il GOVERNO DELL’ISTITUTO

 

 

Art. 37                    Ogni membro dell’Istituto si impegna a vivificare con la propria vita spirituale le norme giuridiche ed organizzative contenute nelle Costituzioni e nel presente Direttorio.

L’Istituto cammina, vive e cresce attraverso la partecipazione di tutti i suoi membri indipendentemente dal ruolo ricoperto.

Pertanto ogni sorella è chiamata a:

sentirsi corresponsabile della vita della Famiglia Spirituale, con proposte e suggerimenti, frutto di esperienze e di ricerche personali o di gruppo;
assolvere gli adempimenti previsti dalle Costituzioni in ordine alle elezioni degli organi di governo dell’Istituto;
sostenere con intensa preghiera coloro che sono chiamate a guidare l’Istituto in spirito di servizio;
accogliere con spirito di fede il ruolo dell’autorità.

 

Art. 38                    Ogni discepola, secondo i requisiti fissati dalle Costituzioni e dal CJC, può accedere alle cariche dell’Istituto, con particolare attenzione che una persona non ricopra contemporaneamente più incarichi.

Coloro che sono chiamate a ricoprire incarichi di responsabilità, all’interno dell’Istituto, compiano il loro servizio verso la Famiglia Spirituale e verso i singoli membri con umiltà, responsabilità e fiducia.

 

Art. 39                    Ogni incarico dovrà essere svolto in modo da promuovere la partecipazione e la responsabilità dei singoli membri e deve essere accolto con fede e generosità nella consapevolezza che, all’interno dell’Istituto, ci sono carismi diversi entro la comune vocazione-missione.

 

 

L’Assemblea Generale 

 

Art. 40                    L’Assemblea Generale è la massima espressione di unità, di comunione e di crescita della vita dell’Istituto, tempo forte dello Spirito per la ricerca del Progetto di Dio.

Si riunisce ogni quattro anni a norma delle Costituzioni[25]. Tutte le sorelle professe sono tenute a parteciparvi, ad eccezione delle sorelle con gravi e giustificati impedimenti.

 

Art. 41          L’Assemblea Generale è legittima e valida quando la sua convocazione è stata stabilita e comunicata ufficialmente a tutto l’Istituto quattro mesi prima dal Consiglio Direttivoe se, alla sua apertura sono presenti almeno i due terzi dei suoi componenti. Nei due terzi non sono da considerarsi le sorelle con gravi e giustificati impedimenti.

 

Art. 42                    L’Assemblea Generale viene preparata con la partecipazione e la consultazione di tutti i membri dell’Istituto che hanno il diritto di inviare proposte, richieste e suggerimenti, debitamente firmati, al Consiglio Direttivo. Tali richieste devono essere fatte pervenire almeno due mesi prima dell’apertura dell’Assemblea Generale. Il Consiglio Direttivo ha il dovere di esaminare tutte le proposte pervenute a tempo debitoal fine di inserirle nei lavori assembleari. Rimane la possibilità di presentare proposte durante lo svolgimento dell’Assemblea[26].

 

Art. 43                    L’Assemblea Generale elegge tra le sue partecipanti il Consiglio di Presidenza che assume la conduzione dei lavori.

Il Consiglio di Presidenza è composto da sette membri, viene eletto a maggioranza relativa estabilisce le cariche al suointerno.

 

Art. 44                    L’Assemblea Generale valuta ed approva a maggioranza relativa il Regolamento che determina lo svolgimento dei lavori per tutta la durata dell’Assemblea. Viene preparato dal Consiglio Direttivo, tenuti presenti anche i suggerimenti dell’Assemblea Generale precedente.

 

Art. 45          L’Assemblea Generaledecide la modalità di presentazione e discussione delle proposte. Quelle votate a maggioranza assoluta diventano delibere e determinano il cammino dell’Istituto nei quattro anni successivi.

 

Art. 46                    Per favorire lo spirito di comunione, in un clima di fede e di carità, l’Assemblea Generale deve riservare spazi adeguati di preghiera e di ascolto della Parola.E’ compito dell’Assistente Spirituale animare questi momenti.

 

Art. 47          Possono essere invitati all’Assemblea Generale, con il solo diritto di parola, esperti esterni all’Istituto e il Moderatore.

 

 

La Sorella Maggiore

 

Art. 48          La Sorella Maggiore rappresenta l’unità dell’Istituto ed è responsabile del governo dello stesso, nei suoi problemi interni e nei suoi rapporti esterni con l’autorità ecclesiastica e con altri Istituti.

Garantisce l’indirizzo fondamentale dell’Istituto e la chiarezza d’ispirazione carismatica[27].

 

Art. 49                    La Sorella Maggiore viene eletta dall’Assemblea Generale secondo le norme e le modalità espresse nelle Costituzioni[28].

Essa attende al serio e delicato compito del governo dell’Istituto e alla formazione dei suoi membri attenta e fedele agli insegnamenti e alle direttive della Chiesa;

esercita la sua autorità secondo le finalità  espresse dalle Costituzioni e dal presente Direttorio;
attua le decisioni dell’Assemblea Generale nella conduzione dell’Istituto;
rende conto del cammino dell’Istituto allo scadere del suo mandato.[29]

 

Art. 50                    La missione affidata alla Sorella Maggiore esige una grande disponibilità di amore e di tempo, doti naturali e doni di grazia:apertura di mente e di cuore, fede adulta e matura, generosità creativa, attenta e vigilante, gratuità evangelica.

 

Art. 51          La Sorella Maggiore, consapevole che la  comunione e la collaborazione sono elementi vitali per favorire una formazione progressiva e integrale:

opera in armonia e in collaborazione con il Consiglio Direttivo;
promuove l’unità e la corresponsabilità verso il comune impegno vocazionale;
tiene vivo il rapporto con le Sorelle Incaricate alla formazione;
si rapportain modo diretto o indiretto con le singole sorelle, con i nuclei comunitari e con i gruppi di vita fraterna;
invita al Consiglio Direttivo, senza diritto di voto, altre sorelle o persone esperte, su temi specifici, qualora lo ritenga necessario;
può avvalersi della segretaria del Consiglio Direttivo per il disbrigo pratico e di ufficio.

 

Art. 52                    La Sorella Maggiore, con il parere del Consiglio Direttivo:

emana prescrizioni a tutto l’Istituto o a parte di esso, mirando particolarmente alla formazione permanente dei membri, proponendo e fornendo loro dei mezzi adeguati[30]
rende operative le delibere e le raccomandazioni dell’Assemblea Generale[31]
stabilisce i temi formativi e le modalità di assolvimento degli incontri comunitari dell’Istituto: Esercizi Spirituali, giornate di ritiro, giornate di studio,  nuclei comunitari[32]
segue il costituirsi e il cammino dei gruppi di vita fraterna[33]
propone o accetta la proroga dell’incorporazione temporanea per motivi gravi e per non più di due anni[34]
cura la composizione dei nuclei comunitari tenendo conto, possibilmente, dell’area geografica e ne segue il cammino[35]
fissa la data e il luogo della convocazione dell’Assemblea Generale secondo le norme delle Costituzioni e del presente Direttorio.

 

 

 

 

 

 

 

Art.  53         La Sorella Maggiore, con il consenso del Consiglio Direttivo:

nomina, tra le Consigliere, la Vice Sorella Maggiore tenendo presente la volontà dell’Assemblea;
nomina le Incaricate alla Formazione e può dimetterle per motivi gravi e constatati[36];
accetta nuovi membri, secondo le indicazioni delle Costituzioni, vagliando con saggezza le eccezioni[37];
ammette alla formazione iniziale le candidate che l’hanno richiesta per iscritto[38];
prolunga il tempo della formazione iniziale su richiesta dell’Aspirante, o per sua decisione[39];
dimette prima del termine della formazione iniziale l’Aspirante che non risultasse idonea alla vita dell’Istituto[40];
ammette all’Incorporazione Temporanea, trascorso il tempo della formazione iniziale, le Aspiranti ritenute idonee[41];
ammette all’Incorporazione Temporanea, prima del termine della formazione iniziale, in casi eccezionali[42];
accetta o non accetta la richiesta dei membri che intendono fare l’incorporazione perpetua all’Istituto[43];
cambia la data dell’incorporazione perpetua di una Discepola in casi eccezionali, per motivi gravi e oggettivi;
dimette dall’Istituto per ragioni gravi ed evidenti, durante il periodo di voti temporanei[44];
delega incarichi specifici a membri dell’Istituto anche al di fuori del Consiglio Direttivo[45];
toglie la voce attiva e passiva e dimette dall’Istituto per una mancanza grave e constatata[46];
sospende per un tempo determinato una Consigliera prima della scadenza del suo mandato per ragioni gravi e constatate;
sostituisce con nuovi soggetti le Consigliere in caso di morte o di inabilità attenendosi alle preferenze ottenute durante la precedente Assemblea Generale;
nomina una Segretariae la dimette quando riscontrasse inadempienze nello svolgimento delle sue mansioni secondo l’art. 68 del presente Direttorio.
nomina un’Economa e la dimette dalla carica, in qualsiasi momento, quando riscontrasse gravi inadempienze nello svolgimento del suo compito;
segue e verifica con attenzione la gestione economica dell’Istituto, affinché sia espressione dello spirito di povertà evangelica e di solidarietà[47];
nomina un membro della fraternità della Casa Centro per attendere alle relazioni interne ed esterne che fanno capo alla stessa casa e perché svolga il compito di un attento scambio informativo, nel caso in cui nessuna Consigliera risieda nella Casa Centro;
Convoca l’Assemblea straordinariamente e per gravi motivi[48];
nomina il Legale Rappresentante.

Qualora il consenso del Consiglio Direttivo riguardasse una persona, tale consenso sarà espresso a scrutinio segreto.

 

Art. 54                    Nel caso in cui la Sorella Maggiore operi o governi contro le norme Costituzionali in maniera grave, dopo che ciò sia rigorosamente e nei debiti modi accertato dalle Consigliere e dall’Assistente Spirituale, il Consiglio Direttivo dichiara la Sorella Maggiore sospesa dal suo ufficio, rimandando all’Assemblea Generale/Straordinaria il giudizio definitivo, se non sia già intervenuta l’Autorità Ecclesiastica.

 

 

Il Consiglio Direttivo e le Consigliere
 

Art. 55                    Il Consiglio Direttivo è costituito dalla Sorella Maggiore e da quattro Consigliere elette dall’Assemblea Generale, secondo le norme e le modalità espresse nelle Costituzioni.

E’ convocato periodicamente dalla Sorella Maggiore, a norma delle Costituzioni ed è valido quando sono presenti almeno i tre quarti dei suoi componenti.

La Sorella Maggiore, almeno otto giorni prima la data di convocazione, dovrà comunicare alle Consigliere l’ordine del giorno della riunione di Consiglio.

La Sorella Maggiore, a meno di otto giorni dalla riunione di Consiglio, ravvisandone l’opportunità e l’urgenza, potrà emendare ed integrare l’ordine del giorno prefissato, informandone le Consigliere.

Le decisioni del Consiglio Direttivo sono valide quando sono prese a maggioranza assoluta rispetto ai membri presenti.

In caso di parità insuperabile, il voto della Sorella Maggiore è determinante.

 

Art. 56                    Il Consiglio Direttivo, in virtù della responsabilità affidatagli dall’Assemblea Generale e in un clima di collaborazione avveduta e saggia, vigila con bontà e fermezza perché ogni cosa si svolga al proprio interno e nella vita della Famiglia Spirituale con fedeltà e rettitudine per una sempre maggiore vitalità dell’Istituto.

E’ pertanto suo compito convocare l’Assemblea straordinaria, in caso di dimissioni, inabilità permanente o morte della Sorella Maggiore. Qualora mancasse meno di un anno alla normale scadenza, la Vice Sorella Maggiore ne assume l’incarico. 

 

Art. 57                    Le Incaricate alla Formazione, l’Economa, il Legale Rappresentante e le persone che a vario titolo sono chiamate a collaborare con il Consiglio Direttivo, hanno il diritto-dovere di partecipare alla riunioni del Consiglio Direttivo quando all’ordine del giorno, espressamente comunicato loro, vengono trattati argomenti inerenti al compito specifico che ricoprono. Il loro parere, espresso in Consiglio, deve essere tenuto in debita considerazione.

 

Art. 58                    I membri del Consiglio Direttivo e le persone chiamate a partecipare occasionalmente alle riunioni del Consiglio Direttivo sono tenute al segreto per tutto ciò che riguarda le persone e al riserbo per i problemi trattati al suo interno.

 

Art.  59         Il Consiglio Direttivo rende partecipe tutto l’Istituto, secondo un saggio discernimento e un adeguato metodo informativo, circa l’evolversi degli argomenti e delle diverse situazioni.

 

Art. 60                    Tutti i membri dell’Istituto hanno il diritto di inviare richieste e suggerimenti al Consiglio Direttivo che è tenuto ad esaminarli.

 

Le Incaricate alla formazione

 

Art. 61                    L’Istituto, riconosce ad ogni sorella il diritto e dovere oggettivo di un cammino di formazione personale che non potrà mai considerarsi concluso e che nel suo svolgersi richiedeil riferimento a Sorelle Incaricate,oltre a momenti comunitari.

 

Art. 62                    Spetta alla Sorella Maggiore con il consenso del Consiglio Direttivo nominare le Incaricate alla Formazione per le diverse tappe del cammino formativo[49].

Il loro incarico è di quattro anni e può essere riconfermato, di norma, fino a un massimo di otto anni[50].

Tale nomina deve essere fatta con particolare cura e attenzione, tenendo presente le qualità richieste dalle Costituzioni, le attitudini e le capacità formative e una necessaria disponibilità di tempo e di energie.

Le Incaricate alla Formazione sono tenute ad informare regolarmente la Sorella Maggiore e a confrontarsi con lei sul cammino delle sorelle.

Collaborano con il Consiglio Direttivo, secondo le indicazioni del Piano della Formazione[51].

L’Istituto ha il compito di curare la loro formazione e aiutarle nello svolgimento della missione loro affidata, con ogni mezzo appropriato,allo scopo di favorire una formazione unitaria e progressiva.

 

 

 

 

Art 63           L’Incaricata alla Formazione Iniziale tiene regolarmente gli incontri comunitari con le Aspiranti e le segue singolarmente. E’ tenuta ad informare sul proprio compitola Sorella Maggiore e il Consiglio Direttivo ogni volta che le viene richiesto e al termine di ogni anno presenta la relazione riassuntiva del cammino percorso dall’Aspirante. Nel caso in cui la prima Professione sia rimandata esiga dall’Aspirante incontri più frequenti e incisivi.

 

Art. 64          L’Incaricata alla Formazione dei membri di incorporazione temporanea guida gli incontri formativi per le sorelle a lei affidate e le segue personalmente aiutandole ad acquisire una regola di vita.

E’ tenuta ad informare la Sorella Maggiore e il Consiglio Direttivo, annualmente o qualora lo stesso gliene facesse richiesta, del cammino formativo percorso dalla professa.

 

Art. 65                    Le professe di voti perpetui, nel loro impegno di formazione permanente sono seguite da sorelle delegate dalla Sorella Maggiore. Luoghi privilegiati per la loro formazione sono gli incontri d’Istituto, i nuclei comunitari, l’accompagnamento personale o discorso di vita.

 

 
Il Consiglio di Formazione   

 

Art. 66                    LaSorella Maggiore, le Consigliere e le Sorelle delegate per specifici incarichi formativi, costituiscono il Consiglio di Formazione. Si incontra periodicamente. Ha il compito di rendere vivo e operante il Piano della Formazione, avvalendosi anche di esperti esterni, di mezzi e strumenti necessari relativi alle diverse tappe. Può essere invitato a partecipare anche l’Assistente Spirituale per un suo apporto specifico[52].

 

 
L’Economa

 

Art. 67                    L’Economa è la Sorella che ha il compito di curare l’amministrazione e controllare l’andamento economico dell’Istituto secondo lo spirito dettato dalle Costituzioni.

Viene nominata dalla Sorella Maggiore con il consenso del Consiglio Direttivo, dura in caricaquattroanni e può essere riconfermata[53]. Tiene periodicamente informati la Sorella Maggiore e il Consiglio Direttivo dell’andamento economico, ragguagliando tutto l’Istituto una volta all’anno. Predispone a fine anno il bilancio consuntivo e preventivo.

Si tiene aggiornata in materia amministrativa.

 

 

La Segretaria

 

Art. 68          Per un più efficace svolgimento di alcune funzioni organizzative e pratiche viene nominata una sorella con l’incarico di Segretaria.

La sua nomina spetta alla Sorella Maggiore con il consenso del Consiglio Direttivo. Dura in carica quattro anni e può essere riconfermata

Tale nomina può avvenire anche al di fuori del Consiglio Direttivo[54].

Nello svolgimento delle sue mansioni sia attenta, responsabile, discreta e rispetti il segreto su quanto viene trattato nel Consiglio Direttivo.

 

 

L’Assistente Spirituale

 

Art. 69          Il cammino spirituale dell’Istituto è reso efficace dalla presenza di un sacerdote che svolge l’incarico di Assistente Spirituale.  Egli viene scelto e designato a norma delle Costituzioni[55].

La sua missione si configura come uno specifico ministero presbiterale a servizio dell’Istituto perché tutti i membri possano vivere e testimoniare la caratteristica e il valore della chiamata nella linea del carisma ricevuto.

In considerazione del carisma di fondazione e della spiritualità che anima l’Istituto, l’Assistente Spirituale sia preferibilmente un Padre Barnabita.

Il suo avvicendamento deve avvenire previa una consultazione indicativa espressa dall’Assemblea.

La sua missione sacerdotale e la sua funzione di Assistente Spirituale devono tendere a far crescere l’armonia all’interno dell’Istituto.

In particolare l’Assistente Spirituale offre all’Istituto:     

il suo aiuto spirituale e morale,
lo illumina con i suoi consigli,
collabora nel campo formativo,
tiene vivi i rapporti spirituali ed apostolici con i Padri Barnabiti,
è disponibile agli incontri mensili e annuali.

E’ necessaria una collaborazione aperta e cordiale con la Sorella Maggiore e il Consiglio Direttivo. 

In occasione dell’Assemblea Generale l’Assistente Spirituale dà l’avvio ai lavori di apertura con un messaggio spirituale particolare, sottolineando i valori religiosi indispensabili a creare un clima di fede, di speranza e di carità.

 

 

Il Legale Rappresentante

 

Art. 70          Il Legale Rappresentante ha il compito giuridico di rappresentare l’Istituto di fronte alle Istituzioni civili.

La sorella che ricopre questo mandato viene nominata dalla Sorella Maggiore con il consenso del Consiglio Direttivo, dura in caricaquattroanni e può essere riconfermata.

La funzione di Legale Rappresentante può essere svolta:

dalla Sorella Maggiore
da una Consigliera
da una sorella di professione perpetua;

Non dovrà coincidere con la figura dell’Economa.

Nel caso in cui l’incarico venga affidato ad una sorella esterna al Consiglio Direttivo, questa dovrà essere chiamata a partecipare alle riunioni consiliari, quando:

all’ordine del giorno vengono trattati argomenti o problemi di sua pertinenza;
le delibere del Consiglio Direttivo la coinvolgano nella sua responsabilità giuridica di fronte alle istituzioni statali.

Il Legale Rappresentante, nell’ambito del suo mandato e della sua competenza, dovrà agire con prudenza e legalità in collaborazione con la Sorella Maggiore e il Consiglio Direttivo.

Il Consiglio Direttivo deve tenere in seria e attenta considerazione il parere del Legale Rappresentante, in modo da pervenire insieme a soluzioni condivise.

Il Consiglio Direttivo deve operare in conformità alle leggi dello Stato e le decisioni devono essere guidate da legalità e giustizia.

 

 

 

[1] Papa Paolo VI

[2]cfr artt.9;51;59 delle Costituzioni

[3]cfr artt. 11;12;13;14 delle  Costituzioni

[4]cfr artt.17;18;19 delle Costituzioni

[5]cfr artt. 20;21;22 delle Costituzioni

[6]cfr art. 23 delle Costituzioni

[7]cfr art. 20 delle Costituzioni

[8]cfr artt. 24-26 delle Costituzioni

[9] Paolo VI

[10]cfr Giovanni Paolo II - Vita Consecrata n. 2

[11]“Vivere la vocazione di essere custodi dell’opera di Dio è parte essenziale di un’esistenza virtuosa, non costituisce qualcosa di opzionale e nemmeno un aspetto secondario dell’esperienza cristiana”. Enciclica “Laudato Sii” n. 217

[12] Matt. 5,13-16

[13]“Proprio per la sua dignità unica e per essere dotato di intelligenza, l’essere umano è chiamato a rispettare il creato con le sue leggi interne, poiché « il Signore ha fondato la terra con sapienza”Enciclica “Laudato Sii” n.69

[14]cfr art. 27; 28; 29 delle Costituzioni

[15]Rm 12,10

[16]cfr art.30 delle Costituzioni

[17]cfr art.33 delle Costituzioni

[18]cfr art.34 delle Costituzioni

[19]cfr. art. 41;42;43;44 delle Costituzioni

[20]cfr art. 47 delle Costituzioni

[21] Fil. 2,5

[22]cfr Art. 49; 50

[23]Rm 8,28

[24] cfr. art. 13, 26 delle Costituzioni

[25]cfrart. 64 delle Costituzioni

[26]ibidem

[27]cfr art. 68 delle Costituzioni

[28]cfr art. 67 delle Costituzioni

[29]cfr art. 71 delle Costituzioni

[30]ibidem

[31]ibidem

[32]ibidem

[33]cfr art. 34 delle Costituzioni

[34]cfr art. 49 delle Costituzioni

[35]cfr art. 39 delle Costituzioni

[36]cfr art. 40 delle Costituzioni

[37]cfr artt. 42; 43; 72 delle Costituzioni

[38]cfr art.44 delle Costituzioni

[39]cfr art.46 delle Costituzioni

[40]cfr art.54 delle Costituzioni

[41]cfr artt.46; 72 delle Costituzioni

[42]CJC 657

[43]cfr artt.50; 72 delle Costituzioni

[44]cfr artt.55; 72 delle Costituzioni

[45]cfr art.72 delle Costituzioni

[46]ibidem

[47]cfr artt.79; 80 delle Costituzioni

[48]cfr art.64 delle Costituzioni

[49]cfr art.78 delle Costituzioni

[50]cfr art.77 delle Costituzioni

[51]cfr art.53 delle Costituzioni

[52]cfr art.73 delle Costituzioni

[53]cfr artt.76;80 delle Costituzioni

[54]cfr art.76 delle Costituzioni

[55]cfr art.38 delle Costituzioni

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